Fai fatica ad afferrare gli oggetti, muovere il polso o usare le dita come prima? Dopo un trauma, un intervento o in presenza di una patologia della mano, anche gesti semplici come abbottonare una camicia, scrivere o aprire un barattolo possono diventare difficili.
La terapia della mano è un percorso riabilitativo dedicato alle condizioni che compromettono la funzionalità della mano e dell’arto superiore. Non riguarda soltanto il recupero dopo un’operazione: può rientrare anche nel trattamento non chirurgico di diverse problematiche. Il suo obiettivo è aiutare la persona a usare la mano nelle attività quotidiane, attraverso un programma costruito sulla valutazione e sulle esigenze individuali.
Vediamo quando può essere indicata, come si svolge la prima valutazione e quale ruolo possono avere esercizi e tutori su misura.
Che cos’è la terapia della mano?
La terapia della mano è una riabilitazione specialistica che si occupa delle difficoltà legate a mano, polso e, quando coinvolto nella funzione della mano, al resto dell’arto superiore. Può essere svolta da fisioterapisti e terapisti occupazionali con formazione specifica in questo ambito.
Il lavoro non si limita a far muovere un’articolazione o a recuperare forza. Comprende anche la capacità di utilizzare la mano nei gesti che contano per la persona: impugnare un utensile, tenere una penna, cucinare o tornare alle proprie attività.
Per questo, il percorso può comprendere esercizi, indicazioni su come gestire le attività, trattamento delle limitazioni funzionali e utilizzo di tutori, quando necessari. La scelta dipende dal problema e dalla fase del recupero: non tutte le persone hanno bisogno degli stessi interventi.
Quando può servire la terapia della mano?
Un percorso riabilitativo può essere indicato dopo una lesione, dopo un intervento chirurgico oppure per una condizione che rende doloroso o difficile utilizzare la mano.
Il punto di partenza non è soltanto il nome della patologia, ma il modo in cui il problema interferisce con il movimento, la sensibilità, la forza e le attività quotidiane.
Dopo un trauma
Fratture, lussazioni e lesioni dei tendini o dei legamenti possono richiedere un percorso di recupero. In questi casi, la riabilitazione deve tenere conto delle strutture coinvolte, del trattamento effettuato e delle indicazioni sulla loro protezione.
Recuperare il movimento e proteggere i tessuti non sono obiettivi contrapposti: il programma viene adattato alla fase di guarigione, modificando progressivamente ciò che è consentito fare.
Dopo un intervento chirurgico
La terapia della mano può accompagnare il recupero dopo un’operazione, con obiettivi e modalità differenti a seconda dell’intervento.
Non esiste però una data valida per tutti per iniziare gli esercizi o riprendere l’uso della mano. Dopo alcune riparazioni tendinee, per esempio, movimenti non previsti dal protocollo possono compromettere il risultato chirurgico. Il programma deve quindi rispettare le indicazioni del chirurgo e del terapista.
Nei percorsi non chirurgici
La terapia della mano può rientrare anche nella gestione conservativa di disturbi e patologie, senza che sia previsto un intervento.
In base alla condizione, il percorso può comprendere esercizi, indicazioni per adattare le attività e tutori. Questo non significa che la riabilitazione sia sempre sufficiente o indicata: la scelta richiede una valutazione del caso.
Come si svolge la prima valutazione?
La prima valutazione serve a capire quali difficoltà presenta la mano e quali aspetti devono essere affrontati nel percorso.
Il terapista raccoglie informazioni sul problema, sugli eventuali trattamenti già effettuati e sulle attività che risultano limitate. La valutazione può comprendere dolore, movimento, forza, funzione della mano, gonfiore e condizioni delle cicatrici, quando presenti.
Per il paziente è importante raccontare anche le difficoltà concrete:
- Quali gesti provocano dolore?
- Che cosa non riesci più a fare come prima?
- Hai difficoltà nella presa o nei movimenti più precisi?
- Il problema limita il lavoro, lo sport o la cura personale?
Queste informazioni aiutano a collegare i risultati della valutazione agli obiettivi della persona, anziché limitarsi a misurare il movimento.
Presso FisioForYou, il primo incontro riabilitativo comprende la valutazione di dolore, mobilità attiva e passiva, forza e sensibilità, oltre alle eventuali aderenze cicatriziali e alla necessità di tutori su misura.
Come viene costruito il percorso riabilitativo?
Il programma viene definito dopo la valutazione e adattato durante il recupero. Le attività proposte devono essere compatibili con il problema, con lo stato dei tessuti e con gli obiettivi concordati.
Il percorso può lavorare su più aspetti, ma non necessariamente tutti nello stesso momento.
Recuperare il movimento
Quando la mano o il polso sono rigidi, il lavoro può comprendere esercizi e tecniche mirate al movimento. La progressione viene modificata in relazione alla guarigione e alla risposta al trattamento.
La mobilità attiva è il movimento eseguito utilizzando i propri muscoli. Quella passiva prevede invece un movimento assistito, per esempio dal terapista. Non sono modalità intercambiabili: dopo determinate lesioni o operazioni, alcuni movimenti possono essere consentiti e altri no.
Lavorare sulla forza e sull’uso della mano
Quando appropriato, il programma può includere esercizi di rinforzo e attività dedicate alla presa, alla destrezza e ai gesti quotidiani.
L’obiettivo non è soltanto aumentare la forza, ma renderla utile: tenere un oggetto, usare strumenti o svolgere un compito senza ricorrere a modalità inadatte alla propria condizione.
Gestire cicatrici e altre limitazioni
Dopo un trauma o un intervento, nel percorso può essere necessario considerare anche cicatrici, gonfiore e altri fattori che interferiscono con la funzione.
Questi aspetti vengono valutati insieme al movimento e al dolore. Non richiedono tutti lo stesso trattamento e non vanno affrontati con indicazioni standard trovate online.
Adattare le attività quotidiane
La riabilitazione può comprendere suggerimenti per modificare temporaneamente il modo di svolgere alcune attività o utilizzare ausili.
Questo lavoro aiuta a collegare la terapia alla vita quotidiana: non soltanto ciò che riesci a fare durante la seduta, ma come utilizzi la mano a casa, al lavoro e nel tempo libero.
A cosa servono i tutori per mano e polso?
Un tutore è un dispositivo che può sostenere o proteggere una parte della mano o del polso. In base alla sua funzione, può limitare alcuni movimenti, mantenere una posizione oppure accompagnare il recupero della mobilità e dell’uso della mano.
Esistono tutori già pronti e tutori realizzati su misura. Questi ultimi vengono modellati in relazione alla forma della mano e alle necessità del trattamento.
Che cosa significa “tutore su misura”?
Un tutore su misura viene confezionato per la persona e per un obiettivo specifico. Tra i materiali utilizzati nella terapia della mano ci sono quelli termoplastici, che possono essere riscaldati e modellati.
Presso FisioForYou vengono confezionati tutori su misura in materiale termoplastico traspirante per dita, mano, polso e gomito. L’eventuale necessità viene considerata nel percorso di valutazione e trattamento.
Il tutore non è però un accessorio da scegliere soltanto in base al punto in cui senti dolore. È importante sapere come indossarlo, quando utilizzarlo e quali movimenti sono consentiti. Un uso scorretto o eccessivo può contribuire a problemi come rigidità o debolezza.
Gli esercizi vanno fatti anche a casa?
Il programma può comprendere esercizi da eseguire a domicilio. Il terapista spiega quali movimenti effettuare e come inserirli nel percorso, aggiornando le indicazioni quando necessario.
Questo non significa che qualsiasi esercizio per la mano sia adatto al tuo caso. Un movimento utile in una situazione può essere prematuro in un’altra, soprattutto dopo un intervento.
Per questo è importante attenersi al programma ricevuto, senza aggiungere esercizi o aumentare autonomamente le ripetizioni. Nei percorsi post-operatori, le indicazioni possono essere molto specifiche per proteggere le strutture riparate.
Quanto dura un percorso di terapia della mano?
Non esiste un numero di sedute valido per tutti.
Il programma dipende dalla condizione, dall’eventuale intervento, dalla fase di guarigione e dalle difficoltà emerse nella valutazione. Anche gli obiettivi contano: recuperare un determinato movimento e tornare a un’attività lavorativa impegnativa possono richiedere passaggi differenti. Il piano viene quindi adattato alle esigenze e ai progressi della persona.
Durante il percorso è utile chiarire con il terapista quali obiettivi si stanno perseguendo e quali cambiamenti vengono osservati. Il riferimento non è soltanto il tempo trascorso, ma anche come evolve la funzione della mano.
Serve prima una visita di chirurgia della mano?
Non necessariamente, ma non bisogna confondere la valutazione riabilitativa con la diagnosi medica.
Presso FisioForYou, chi ha già una diagnosi o una condizione per cui è indicato un trattamento riabilitativo può rivolgersi direttamente al servizio di riabilitazione della mano e del polso.
Se occorre invece approfondire il problema e individuare le opzioni di trattamento, è disponibile la visita di chirurgia della mano. La valutazione specialistica può portare a indicazioni conservative oppure chirurgiche: prenotare la visita non significa dover essere operati.
A chi rivolgersi per la terapia della mano a Bologna?
FisioForYou offre percorsi di terapia della mano e riabilitazione presso il poliambulatorio di Casalecchio di Reno, in Via Porrettana 61, e lo studio di Borgonuovo di Sasso Marconi, in Via Porrettana 30.
L’ambulatorio specialistico di riabilitazione della mano è coordinato da Riccardo Bregant, fisioterapista specializzato nella riabilitazione della mano e dell’arto superiore. Il percorso coinvolge anche la fisioterapista Letizia Soffritti e il terapista occupazionale Enrico Ferrari.
È inoltre disponibile la valutazione fisiatrica con la Dott.ssa Silvana Sartini, dedicata alla diagnosi, alla cura conservativa e all’impostazione del percorso riabilitativo.
Hai bisogno di capire come iniziare?
Se hai già una diagnosi, devi iniziare la riabilitazione dopo un intervento o vuoi informazioni sul percorso, puoi contattare la segreteria FisioForYou.
Chiama lo 051 026 5518 oppure scrivi a info@fisioforyou.it. La segreteria ti aiuterà a verificare la prestazione da prenotare, la sede e la disponibilità.
Domande frequenti sulla terapia della mano
La terapia della mano serve soltanto dopo un intervento?
No. Può essere indicata anche nei percorsi non chirurgici per disturbi e lesioni che limitano l’uso della mano e del polso. Il programma viene definito in base alla condizione, alle difficoltà funzionali e agli obiettivi della persona.
Qual è la differenza tra terapia della mano e fisioterapia?
La terapia della mano è un ambito specialistico della riabilitazione, non una disciplina contrapposta alla fisioterapia. Può essere svolta da fisioterapisti e terapisti occupazionali con formazione ed esperienza specifiche nelle problematiche della mano e dell’arto superiore. Il percorso può comprendere esercizi, tutori, gestione di cicatrici e gonfiore e indicazioni per le attività quotidiane.
Serve una visita medica prima di iniziare?
Dipende dalla situazione. Presso FisioForYou, chi ha già una diagnosi o una condizione per cui è indicato un trattamento riabilitativo può rivolgersi direttamente al servizio dedicato. Se il problema deve ancora essere inquadrato, può essere necessaria una valutazione medica per chiarirne la causa e individuare il percorso appropriato.
Che cosa devo portare alla prima valutazione?
Porta la documentazione disponibile relativa al problema: referti, indicazioni mediche ed eventuali programmi riabilitativi già ricevuti. Se sei stato operato, tieni a disposizione anche la lettera di dimissione e le istruzioni del chirurgo. Può essere utile portare i tutori che utilizzi già, così il terapista può valutarli insieme alla mano.
La terapia della mano può provocare dolore?
Alcuni esercizi possono causare un lieve fastidio, ma il dolore non deve essere interpretato come una prova che il trattamento stia funzionando. Riferisci al terapista come ti senti durante e dopo le attività. Se gli esercizi provocano dolore nuovo o un peggioramento dei sintomi, interrompili e chiedi indicazioni; dopo un intervento, segui il programma specifico ricevuto.
Gli esercizi a casa possono sostituire le sedute?
Gli esercizi domiciliari possono essere una parte importante del percorso, ma devono essere inseriti in un programma individuale. Il terapista definisce quali movimenti eseguire, quante ripetizioni effettuare e come progredire. La necessità e la frequenza dei controlli vengono stabilite in relazione al caso: non esiste una sostituzione automatica tra esercizi a casa e sedute.
Il tutore è sempre necessario? Va indossato tutto il giorno?
No. Il tutore viene considerato quando ha un obiettivo nel trattamento, per esempio sostenere un’articolazione o proteggere una struttura. Anche i tempi di utilizzo cambiano: può essere previsto durante alcune attività, a riposo o secondo un protocollo post-operatorio. Non modificare autonomamente queste indicazioni. Se il tutore diventa troppo stretto, troppo largo o provoca problemi, contatta il terapista.
Quante sedute servono prima di vedere un miglioramento?
Non è possibile stabilirlo in modo attendibile senza una valutazione. Contano la condizione, le limitazioni presenti, l’eventuale intervento e gli obiettivi del percorso. Il programma viene concordato e aggiornato sulla base della risposta al trattamento: il miglioramento va osservato anche attraverso i gesti che riesci a svolgere, non soltanto contando le sedute.


